“Un gesto pianificato e violento”. Massimo Bossetti, dal carcere la lettera contro una delle persone più amate

“Un gesto pianificato e violento che merita indifferenza, in questo modo si è esclusa dalla famiglia Bossetti. Non credo di dover sperperare sotto il tetto visto che quella persona è abituata a (diffondere, ndr) cose private e familiari solo per evidenziare la propria visibilità e notorietà ”.

Dal carcere di Bollate, dove sta scontando la pena per il delitto di Yara Gambirasio, con la sentenza definitiva decretata dalla Corte di Cassazione il 12 ottobre 2018, Massimo Bossetti risponde alla sorella gemella Laura, che in un'intervista al settimanale Oggi aveva rivelato di voler voltare pagina e cambiare cognome. "Presto cambierò cognome, dopo quello che è successo è straziante portarlo, un macigno", aveva raccontato dalle pagine del settimanale diretto da Umberto Brindani. (Continua a leggere dopo la foto)

La donna ha anche detto di non fare visita al fratello da circa 3 anni: "Mi nega il permesso", ha aggiunto. "Gli ho chiesto scusa per aver detto in passato che papà e mamma sono morti di dolore per il dolore di avere un figlio in prigione – ha spiegato a Oggi Laura Bossetti – Mi sbagliavo, però è la verità". E ancora: “Adesso Massimo ha la moglie Marita e lei sta bene. Gli auguro tutto il meglio possibile. È stata una tragedia e solo quelli dentro sanno com'è e cosa sta passando. Ho raggiunto la serenità ed è per questo che ho deciso di lasciarmi alle spalle il passato e cambiare cognome ”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ora, sempre dalle pagine di Oggi, Massimo Bossetti risponde con una lettera molto forte. Il muratore di Mapello non riesce a trovare pace e capire la scelta della sorella gemella.

"Quella persona ha preferito voler soffocare l'affetto, sostituendo il suo cognome, che io non condivido affatto, per niente – scriveva – avendo lei stessa affermato più volte che mi ama e crede nella mia assoluta innocenza, tanto più , avrebbe dovuto combattere ancora di più con le unghie serrate e la spada sguainata, con tutta la forza necessaria, mantenendo il suo cognome che ci unisce tanto più in alto e più vivo ”. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Aiutami, aiutami, aiutami, sono disperato. – si legge ancora nella lettera pubblicata da Today – Toglimi di dosso questa fottuta etichetta devastante o dentro di me non troverò pace. Per favore, rimanete tutti vicini a me e aiutatemi seriamente a fare in modo che la disperazione non prenda il sopravvento ”.

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(Fonte: Caffeina)